25 Ottobre, 2014

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Il Setter Inglese Lo Standard Setter Inglese - Arti

Setter Inglese - Arti

Nel presente articolo, al fine di un approfondimento dello standard del setter inglese, viene proposta la lettura commentata di un estratto dello stesso.

Estratto dallo standard del setter inglese F.C.I:

ARTI
Anteriori:
Spalle: "ben disposte obliquamente all’indietro."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
Il termine "spalle" è probabilmente ad indicare la posizione delle scapola che è conseguenza dalla costruzione dell'arto sottostante (braccio ed avambraccio). La scapola è difficilmente osservabile e se ne può presupporre l'orientamento spaziale osservando i rapporti tra braccio ed avambraccio.

Gomiti: "ben discesi contro il corpo."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
Tale definizione è sia indice della corretta forma del torace (a livello ascellare), sia indice della giusta allocazione della testa dell'omero nella scapola (giunzione scapolo-omerale). In effetti, uno degli errori di costruzione più frequenti è il cosiddetto, in termini tecnici, "fuori ai gomiti" e che è legato, appunto, ad un errore morfologico della cassa toracica, detta "a botte" (che obbliga ad una postura "fuori ai gomiti") o ad un errore costruttivo della giuzione scapolo-omerale (acetabolo della scapola).

Avambraccio: "diritto e molto muscoloso con ossatura arrotondata."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
Nel sostentamento dei 2/3 del peso dela cane (e nella propulsione), l'avambraccio gioca un ruolo importante. Essere "dritto e muscoloso" indica, a grandi linee, una corretta morfologia ed orientamento spaziale. L'ossaura, anche se definita "arrotondata", sarebbe più corretto dire "ovalare con orientamento nel senso di marcia dell'animale". Tale forma permette di resistere al "gioco delle forze" tramite una struttura più leggera che se l'osso fosse costruito con sezione circolare.

Metacarpo: "corto, forte, rotondo e diritto."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
Si tratta di una delle strutture terminali dell'arto toracico sulla quale si scaricano le forze. La definizione è azzeccata in tutti i suoi aggettivi. "Corto e forte" ne definiscono la resistenza, "rotondo" la proprietà a resistere a qualsiasi forza (da qualsiasi direzione provenga) e "dritto", cioè atto a scaricare perpendicolarmente all'arto le forze in gioco.

Posteriori: "gli arti posteriori sono molto muscolosi, compreso le gambe; sono lunghi dal bacino al garretto."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
Gli artiposteriori (o pelvici) sono atti alla maggior parte della locomozione. Essi supportano, inoltre, 1/3 del peso del cane (durante la stazione). La muscolosità, oltre a definire eleganza e completezza all'insieme, ne indica facilità di movimento.

Coscia: "lunga."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
La lunghezza della coscia è molto importante dal punto di vista della locomozione. L'andatura di galoppo risulta elegante (come richiesto) esclusivamente se la coscia sviluppa un muscolo lungo. Questo, anatomicamente, lo si può ottenere solo con un femore lungo. Il galoppatore dotato di coscia lunga sviluppa forze propulsive migliori, più vantaggiose dal punto di vista energetico (e dell'affaticamento muscolare) ottimizzando la lunghezza del passo con la forza messa in gioco per compierlo alla velocità richiesta.

Ginocchio: "ben angolato."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
L'angolazione del ginocchio è definito dal rapporto tra femore e tibia, tenendo conto dell'inclinazione del bacino (mai eccessiva). Più il bacino è inclinato e più l'acetabolo del femore fa ruotare in avanti il femore stesso, portandolo sotto il cane. Le libertà concesse dall'acetabolo al femore rimangono le stesse anche se avviene una translazione spaziale.
L'angolo al ginocchio viene poi definito dal rapporto tra le lunghezze di femore e tibia (come antecedentemente detto).
Una inclinazione eccessiva del bacino compromette la corretta locomozione dell'arto pelvico impedendo ai muscoli della coscia di sviluppare tutta la loro potenza.

Garretto: "non inclinato in fuori né in dentro; è ben disceso."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
I garretti devono essere di giusti appiombi, allineati tra loro e con il tronco, a definire la direttrice dello sviluppo delle forze parallele alla colonna verticale sulle quali si scaricano per far procedere il cane durante il moto.
Il garretto deve essere, quindi, in poche parole, "ben disceso".

Piedi: "provvisti di buoni cuscinetti, saldi, con dita ben arcuate e chiuse, protette dal pelo che cresce negli spazi interdigitali."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
L'interpretazione più coerente degli aggettivi "buoni" è resistenti e "saldi" è compatti. La citazione del pelo è indirizzata alla protezione degli spazi interdigitali, parte più vulnerabile (assieme agli spazi tra i cuscinetti) di tutto il piede. Le dita ben arcuate indicano la possibilità di estensione durante la presa sul terreno. Così non potrebbe avvenire con dita diritte e che tenderebbero a disarticolarsi sotto le forze di flessione durante il moto.

Andatura: "Decisa e armoniosa, che suggerisce velocità e resistenza. I garretti si muovono liberamente, rivelando la potente spinta data dal posteriore. Visti da dietro, l’anca, il ginocchio e i garretti sono sulla stessa linea. La testa è naturalmente alta."
Approfondimento e commento di Renato Fongaro
La spinta è continua, senza interruzioni ("decisa"), mai potente (indice di arti corti rispetto all'armoniosità del complesso). L'aggettivo "potente" è indirizzato alla costruzione di un arto pelvico con solidi garretti (cioè è la solidità ad indicare la potenza). La "stessa linea" indica continuità articolare senza nessuna devianza (si ribadisce, quindi, il concetto più volte sopra espresso sull'orientamento spaziale dell'arto necessario ad un corretto movimento).
La testa viene portata, in modo naturale, alta a superare il garrese, od al massimo in linea con la schiena, con sguardo interessato all'orizzonte. Più la testa è alta e meno affaticante è il moto. Questo ad indicare corretta morfofunzionalità dell'insieme. Più la testa è portata bassa verso l'orizzontale è più è indice d'impegno continuo nella spinta propulsiva (perché non si riesce a mantenere l'andatura prefissata). Il Setter Ingese di giusta costruzione deve mostrare, anche alle andature più veloci, movimenti eleganti, leggiadri, sinuosi, leggerezza quasi ad indicare nessun affaticamento e minimo sforzo per il mantenimento della velocità.

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